
La riforma delle professioni sanitarie:…
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Proseguono i lavori sulla riforma delle professioni sanitarie alla Camera dei Deputati. La Commissione Affari Sociali ha dato il via libera nei giorni scorsi a un pacchetto di emendamenti che modifica il DDL delega, stringendo i tempi, rafforzando i controlli sui medici stranieri e allargando la platea dei professionisti abilitati all’accesso ai dati sanitari.
La novità principale stabilisce la fine delle deroghe emergenziali per i medici stranieri, introducendo l’obbligo tassativo di iscrizione agli elenchi speciali degli Ordini professionali e il superamento di test obbligatori di lingua italiana. E’, altresì, previsto un controllo delle competenze per poter esercitare in Italia. Ed invero, si sancisce così la fine delle deroghe nate durante il Covid che permettevano il reclutamento facilitato di personale sanitario extra-UE senza controlli ordinari. Si prevede, infatti, che i medici e gli operatori sanitari stranieri che intendano lavorare in Italia debbano obbligatoriamente iscriversi a specifici elenchi speciali straordinari istituiti presso gli Ordini delle professioni sanitarie di riferimento. L’esercizio della professione viene, inoltre, subordinato al superamento di verifiche rigorose, che comprendono un test di lingua italiana e un controllo formale delle competenze cliniche e professionali. Tra l’altro, i tempi di attuazione per il Governo sono stati ridotti a sei mesi proprio per accelerare l’entrata in vigore dei decreti attuativi. Nella Riforma sono contemplate anche altre novità: viene allargata la platea dei professionisti abilitati a consultare i dati sanitari dei pazienti (Fascicolo Sanitario Elettronico) per favorire la cooperazione tra medici e altre figure sanitarie. E’ stato anche introdotto il c.d. Metodo One Health: Integrazione ufficiale del modello che unisce la salute umana, animale e dell’ambiente nelle strategie del Servizio Sanitario Nazionale. Tale metodo è finalizzato alla prevenzione, diagnosi e gestione delle malattie attraverso la considerazione congiunta della salute umana, animale e ambientale. Particolare attenzione – si legge nell’emendamento – va dedicata “alla tutela delle fasce di popolazione più esposte a rischi sanitari e ambientali”, favorendo la collaborazione multidisciplinare tra professionisti dei diversi settori.




