
Breast unit: si diffonde…
Leggi articolo
In Italia, le Breast Unit (o Centri di Senologia multidisciplinari) sono strutture specializzate dedicate interamente alla prevenzione, diagnosi, cura e riabilitazione del tumore al seno.
Secondo i dati ufficiali del Ministero della Salute e dell’Associazione Italiana Oncologia Medica (AIOM), sul territorio nazionale sono attive oltre 240 Breast Unit, nate per garantire a ogni paziente un approccio terapeutico coordinato, personalizzato e basato sulle linee guida internazionali.
Queste unità sono presenti nell’80% dei centri oncologici italiani e garantiscono assistenza a oltre 925.000 donne che vivono con una diagnosi di neoplasia mammaria.
Per essere riconosciuto ufficialmente secondo l’accordo Stato-Regioni e i Livelli Essenziali di Assistenza (LEA), un Centro di Senologia deve rispettare standard terapeutici e di volume molto rigidi: la struttura deve trattare almeno 150 nuovi casi all’anno ed effettuare un minimo di 135 primi interventi chirurgici. Requisito essenziale richiesto è la presenza di un Team multidisciplinare (Core Team): Il percorso della paziente non è gestito da un solo medico, ma da un’équipe integrata di almeno 6 professionisti dedicati. E’ richiesta, infatti, la presenza del Radiologo (per la diagnosi precoce e lo screening), del Chirurgo senologo per l’asportazione del tumore ed eventuale ricostruzione, l’Anatomopatologo per l’analisi del tessuto tumorale, l’Oncologo medico per le terapie farmacologiche e chemioterapiche, il Radioterapista per i trattamenti radianti post-operatori e il Data manager per la gestione dei dati clinici e il monitoraggio dei risultati. Si richiede anche la presenza fissa di psiconcologi, fisioterapisti per la riabilitazione motoria e specialisti in genetica medica per valutare le mutazioni ereditarie. Sebbene la capillarità delle strutture sia aumentata, persistono alcune differenze di operatività.
Non tutte le regioni, infatti, garantiscono lo stesso livello di uniformità. In alcune aree (specialmente nel Centro-Sud), diversi PDTA (Percorsi Diagnostici Terapeutici Assistenziali) faticano a trovare una reale e specifica applicazione pratica per i casi più complessi (come il carcinoma metastatico). E’ stato verificato che la presa in carico delle pazienti all’interno di una Breast Unit riduce la mortalità per tumore al seno del 18% rispetto ai centri non specializzati. La Rete delle Breast Unit, si è rivelata, dunque, una buona pratica e un modello di presa in carico olistico della paziente che, si auspica, potrà essere adottato anche per altre tipologie di tumore.




