
Come cambiera’ la Sanita’ territoriale…
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La medicina territoriale in Campania ha subito una profonda riorganizzazione, ponendosi al centro di una nuova fase per la sanità regionale dopo l’uscita ufficiale dal Piano di Rientro, avvenuta a fine marzo 2026. Il modello si basa sulla realizzazione della cosiddetta “sanità di prossimità”, che mira ad avvicinare i servizi ai cittadini, alleggerire i pronto soccorso e migliorare l’assistenza ai pazienti cronici, grazie a un investimento di circa 100 milioni di euro. Infatti, è di oltre duecento miliardi l’ammontare delle risorse del Piano nazionale di ripresa e resilienza, approvato dal Governo: per rinnovare la sanità italiana saranno investiti nella ‘Missione 6 – Salute’ del piano 15,63 miliardi di euro, ma la dotazione complessiva, considerando anche altre voci che rientrano nell’efficientamento del comparto, è di 20,2 miliardi, di cui 9 sono dedicati alle reti di prossimità, strutture e telemedicina per l’assistenza sanitaria territoriale e 11,22 all’innovazione, ricerca e digitalizzazione del Servizio Sanitario Nazionale. In Campania sono in arrivo 23 milioni di euro destinati al potenziamento della medicina territoriale, specificamente per l’acquisto di apparecchiature di primo livello destinate alle Case di Comunità. L’investimento è, dunque, destinato a rafforzare la sanità territoriale campana, acquistando ecografi, elettrocardiografi, spirometri, apparecchi diagnostici, sistemi digitali e altre tecnologie indispensabili per rendere pienamente operative le Case di Comunità. È questo il risultato dell’intesa raggiunta in Conferenza Stato-Regioni sul riparto delle risorse destinate al potenziamento dell’assistenza sanitaria di prossimità. L’obiettivo principale dello stanziamento è innalzare la qualità dell’assistenza sanitaria di prossimità. Tuttavia, le associazioni di categoria e i medici di medicina generale continuano a evidenziare come, oltre all’acquisto di nuove tecnologie, resti cruciale risolvere l’annosa carenza di personale medico e infermieristico per garantire la piena operatività dei servizi erogati. Secondo gli ultimi monitoraggi risultano completate o riqualificate 136 Case di Comunità sulle 171 previste, ma la loro piena operatività resta ancora una sfida aperta.




