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La terza ed ultima giornata del Salone della Giustizia svoltosi a Roma dal 28 al 30 ottobre u.s. ha visto la partecipazione del Ministro della Salute Orazio Schillaci al dibattito tenutosi sulla Sanità pubblica. Sul panel dedicato al tema “Sanità pubblica al bivio tra investimenti, innovazione e digitalizzazione” il Ministro della Salute ha sottolineato l’importanza della prevenzione, dell’innovazione tecnologica dichiarando: “Serve un fondo ad hoc per le terapie innovative” e sulla  telemedicina ha aggiunto: “serve a ridurre le distanze nelle disparità territoriali”. Schillaci ha infine ribadito l’importanza di ridurre la migrazione sanitaria e decongestionare i settori di Pronto soccorso. Un Servizio Sanitario Nazionale che guarda al futuro senza dimenticare le proprie radici. È dunque questa la visione tracciata dal Ministro della Salute Orazio Schillaci al Salone della Giustizia di Roma, dove ha anche delineato le linee guida per una riforma profonda del sistema sanitario italiano: più risorse, più prevenzione, più tecnologia, ma soprattutto più equità.
“Innovare senza dimenticare l’equità”, ha assicurato Schillaci. Nel suo intervento, Schillaci ha offerto una visione lucida e pragmatica: una sanità che non misura il successo sulla spesa, ma sull’impatto reale nella vita dei cittadini. “Il nostro obiettivo non è solo curare, ma prevenire. Non solo innovare, ma garantire che l’innovazione sia alla portata di tutti. È così che si costruisce una sanità moderna, sostenibile e giusta”. “Non basta spendere di più, dobbiamo spendere meglio”, ha dichiarato Schillaci, annunciando un record storico di oltre sette miliardi di euro per la sanità e un ulteriore stanziamento di 2,4 miliardi nella manovra. “Siamo una nazione longeva, ma dobbiamo garantire che l’allungamento della vita coincida con una migliore qualità della vita”.

Per il Ministro, la vera riforma parte dalle persone. “Occorre valorizzare il capitale umano: devono essere di più e pagati meglio”, ha affermato, ricordando come la carenza di medici e infermieri sia una delle criticità più urgenti. Ma non basta: “Serve investire in prevenzione, perché domani ci siano meno malati e più cittadini in buona salute”. Schillaci ha poi affrontato il tema delle case di comunità, di cui solo il 40% delle 1.723 previste dal PNRR è oggi operativo. “La medicina territoriale è la sfida più grande dopo la digitalizzazione. Dove funziona, è grazie alla dedizione degli operatori. Ma non vogliamo che restino cattedrali nel deserto”. Per garantire personale e operatività, il Governo ha previsto 250 milioni per il 2025 e 350 milioni per il 2026, oltre a un coinvolgimento più attivo dei medici di medicina generale.