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Dal prossimo 21 settembre 2026 scattano le nuove tariffe con le quali vengono rimborsate le prestazioni garantite dalle strutture sanitarie per conto del Servizio sanitario nazionale: l’aggiornamento riguarda 448 prestazioni di specialistica ambulatoriale (dalle visite agli esami diagnostici) e 222 codici su un totale di 1.063 del nomenclatore dell’assistenza protesica su misura, in particolare ausili per le persone con disabilità. Il decreto, approvato il 23 luglio 2026 in Conferenza Stato Regioni, era atteso da tempo e sostituisce quello del 25 novembre 2024 che era stato annullato dalle sentenze del Tar del Lazio, dopo la presentazione di numerosi ricorsi da parte delle strutture sanitarie private accreditate. Ed invero, i rappresentanti delle associazioni di categoria continuano ad esprimere forte preoccupazione per l’entrata in vigore delle imminenti riforme tariffarie, paventando una drastica riduzione dell’erogazione dei servizi sanitari di base. L’allarme proviene dall’incertezza di garantire un adeguato servizio a causa dei rimborsi proposti che non coprirebbero i costi reali delle prestazioni. Secondo U.A.P., che ha organizzato sul tema una conferenza stampa in data 9 settembre 2026, riunendo il settore privato a Roma, l’adeguamento al ribasso o inadeguato di molte tariffe rischia di mettere in crisi le strutture sanitarie private accreditate, con conseguente travaso di milioni di pazienti sul sistema pubblico esponendo i cittadini al concreto rischio di fruibilità dei servizi sanitari stessi. In particolare, le Associazioni rappresentative di settore sostengono che il testo normativo attuale prevede tariffe del tutto fuori mercato e non aderenti ai costi reali delle prestazioni (viene citato l’esempio di visite specialistiche rimborsate a 23 euro), mettendo a rischio la sostenibilità delle strutture, i posti di lavoro e il diritto alla salute dei cittadini, con la minaccia di un ulteriore allungamento delle liste d’attesa.  Pertanto, la mobilitazione si è posta come obiettivo quello di chiedere al Governo criteri trasparenti, dati verificabili e una revisione immediata delle tariffe prima dell’entrata in vigore ufficiale dei blocchi regionali.